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Articolo "Are machines stealing our jobs?” CAMBRIDGE JOURNAL OF REGIONS, ECONOMY AND SOCIETY, 2020

Prof. Enzo Valentini

Prof. Enzo Valentini

"Are machines stealing our jobs?”, CAMBRIDGE JOURNAL OF REGIONS, ECONOMY AND SOCIETY, 2020.

“Lo studio è un contributo empirico al dibattito sul futuro del lavoro in un mondo sempre più robotizzato.

In particolare, si indagano gli effetti della crescente introduzione di robot nei processi di produzione in merito a produttività, l'occupazione e i salari.

Nel dibattito sul futuro del lavoro, che suscita un notevole interesse sia nel mondo accademico che politico, c'è generale consenso sul fatto che i robot e l'intelligenza artificiale

(AI) influenzeranno sostanzialmente tutti gli aspetti della nostra vita, in particolare occupazione e salari. Tuttavia, le previsioni in merito alle conseguenze per società ed economia sono variegate, e vanno da visioni utopiche a visioni distopiche sul futuro. Sia gli ottimisti che i pessimisti, tuttavia, sono d'accordo sulla pervasività dei cambiamenti strutturali che le economie e le società devono affrontare a causa della robotizzazione e dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. In questo lavoro, attraverso un'analisi empirica su paesi OCSE, suggeriamo che il prevalere degli effetti positivi o negativi potrebbe dipendere dalle diverse strutture economiche e specializzazioni produttive, nonché dal ruolo decisivo delle istituzioni e delle politiche adottate.

Diverse strutture produttive implicano diverse capacità di adottare nuove tecnologie. Inoltre, le diverse traiettorie di sviluppo dipendono dal complesso circolo di causalità che riguarda la produttività, l'occupazione, i salari e infine la domanda aggregata.

Anche se i robot non sostituiranno completamente la forza lavoro umana nel breve periodo, il problema deve essere affrontato con politiche mirate a causa dei suoi effetti negativi sull'occupazione e sulla polarizzazione della ricchezza. In particolare, poiché la robotizzazione sembra crescere più rapidamente della capacità dei lavoratori di acquisire nuove competenze, saranno sempre più necessarie politiche basate sul sostegno al reddito, in combinazione con ingenti investimenti nel campo dell’istruzione e della formazione”

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