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PROGETTO EUREKA - ACCORDO TRA REGIONE MARCHE E UNIVERSITA'

immagine eureka

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E’ stato firmato il rinnovo dell’accordo tra Regione Marche e Università marchigiane per la realizzazione del Progetto EUREKA che assegna 40 borse d studio per altrettanti dottorati di ricerca triennali e vede il cofinanziamento anche delle imprese.

Per il secondo anno dunque la Regione stanzia una mole di risorse del F.S.E. ( nel 2012 sono state raddoppiate rispetto alle iniziali 700 mila euro, passando a 1 milione e 400 mila euro ) che insieme ad Atenei e imprese, ognuno per 1/3, ha consentito di mettere in moto investimenti sull’alta formazione dei giovani , pari a 4 milioni di euro circa, destinati a 80 laureati. I risultati del primo anno dall’avvio del progetto sono stati presentati e approfonditi oggi in un incontro in Regione , promosso dall’assessorato alla Formazione-Lavoro, con i Rettori e i dottorandi che hanno raccontato la loro esperienza, scambiando opinioni e suggerimenti tra i diversi settori in cui si è maturato il primo dei tre anni di dottorato. Le materie riguardano quelle su cui la Regione ha concentrato le proprie azioni di governo: green economy, domotica, sistema moda, biotecnologie, distretto del mare, turismo e beni culturali.

L’assessore Marco Luchetti ha messo in rilievo la validità di questo progetto in linea con la volontà della Regione di affidare all’innovazione e alla ricerca il ruolo di motore della strategia di sviluppo, sostenendo il capitale umano e favorendo l’occupabilità dei giovani attraverso un’alta formazione universitaria. “Sarà uno strumento che potrà favorire anche il sorgere di nuove imprese da parte di questi giovani, un patrimonio di idee nuove per cambiare la cultura di impresa, che sia più aperta al nuovo e alla trasversalità dei settori. Il successo del primo anno, l’ottima collaborazione con le Università e le imprese ci inducono a trasformare questa misura da sperimentale a strutturale nei piani regionali del lavoro e della formazione.“ Quindi Luchetti ha proposto anche una connessione tra l’apprendistato di alta formazione e i dottorati di ricerca in modo di favorire sempre maggiori occasioni di occupazione giovanile.”

All’incontro erano presenti il Rettore dell’Università di Camerino, Flavio Corradini, della Politecnica delle Marche, Marco Pacetti, i delegati Mariano Cingolani dell’Università di Macerata e Riccardo Cuppini dell’Unversità di Urbino, Cristina Miceli dell’Università di Camerino. Corradetti ha ringraziato la Regione per la concretezza e i contenuti del progetto , ricordando che Eureka è stato segnalato come esempio di buona pratica nell’ambito del progetto comunitario Horizon 2020 che partirà il prossimo anno. Ha inoltre invitato i dottorandi “ a continuare con l’impegno e la capacità propositiva dimostrati in questo primo anno, sottolineando la collaborazione significativa tra Atenei e Imprese. “ Pacetti ha invece rilevato che occorre cambiare prospettiva nel modo di fare e percepire i dottorati di ricerca, non più solo teoretici ma con applicazione specifica nel mondo imprenditoriale e produttivo. “

In tal senso la formula di Eureka ha imboccato la strada giusta per una ricerca applicata al conseguimento di obiettivi e risultati concreti che avvantaggino l’Università, l’Impresa e tutto il territorio regionale, oltre ,naturalmente, a costituire un trampolino per i giovani di trovare un buon lavoro . “ Tutti gli 80 dottorandi erano presenti all’incontro ed hanno sottolineato gli aspetti positivi di Eureka, come la possibilità di far dialogare mondi ritenuti prima molto distanti ( ci sono laureati in filosofia che fanno ricerca in imprese di produzione meccanica e di alta tecnologia), il confronto di esperienze con altre Università italiane ed hanno suggerito di dedicare uno spazio specifico alla formazione all’estero soprattutto per i dottorati dedicati all’internazionalizzazione dei mercati. Diversi e interessanti i settori di ricerca, tra gli altri, la telemedicina, lo studio di anticorpi per combattere cellule tumorali, l’internet business ,lo studio di fonti energetiche alternative e riciclaggio di materiali, le smart cities e la rete elettrica o la produzione di energia dal moto ondoso del mare Adriatico.